Vincenzo Italiano, il democratico con carattere della Fiorentina, deve dare un segnale all’ambiente e puntare all’Europa. Il tecnico viola si ritrova senza il bomber principe e deve, nel frattempo, fare ambientare i nuovi arrivi.
Un democratico autoritario. Quasi un ossimoro, ma tutto ciò esprime al meglio Vincenzo Italiano da tecnico della Fiorentina che ha l’obiettivo – nemmeno tanto nascosto – di riportare la squadra viola in Europa. Ed è per questo che, probabilmente, in molti benedicono l’esperienza lampo di Gennaro Gattuso, altrimenti Italiano sarebbe rimasto a Spezia, dove aveva condotto i liguri prima alla promozione in Serie A e poi alla salvezza.
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Quella del tecnico a Firenze è stata una sorta di missione, partendo dal ritiro estivo, dove ha “martellato” i suoi sul senso di sacrificio e sul dare tutto, anche in ogni singolo secondo di allenamento. E spesso le squadre che “soffrono” in settimana, vanno in campo quasi a scaricare a divertirsi. Un elemento necessario per creare buon gioco. come sta facendo la Fiorentina di Italiano finalmente in linea con il potenziale della rosa e pronta per l’Europa.
Una squadra che può lottare anche senza Vlahovic. Il tecnico ha avuto dal mercato Piatek ma soprattutto Cabral: il nuovo numero 9 viola non avrà tempo per soffrire l’amalgama
Italiano per sopperire all’assenza del serbo sta responsabilizzando soprattutto il centrocampo, settore dove variano molti elementi.
Come nel caso di Saponara, una sorta di scatola magica che Italiano ha lanciato per una Fiorentina targata Europa. Probabilmente il miglior trequartista italiano, che sa giocare anche sull’esterno proprio per diventare una variabile impazzita. A lui il compito di innescare Piatek e Cabral: sarà una nuova rivalità a riaccendere gli umori della piazza.
Il mister ha una rosa che lo segue, la Fiorentina di Italiano è molto solida. Duncan ha definito il suo allenatore come meritocratico, che ha fatto partire tutti dallo stesso livello in campo, senza avere preclusioni tra panchinari e riserve.
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In ogni reparto tutto questo si è verificato. Partendo dalla porta, dove la differenza tra Dragowski e Terracciano si sono assottigliate. Il polacco non è nuovo a problemi fisici, ma il portiere nostrano lo ha sempre sostituito degnamente, dimostrandosi ben più di un semplice dodicesimo. Davanti a loro un settore difensivo che è stato cambiato, spesso e volentieri, con alcune scoperte e … riscoperte, come nel caso di Odriozola, che a fine anno comunque ritornerà in Spagna.
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